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La Storia

Per risalire alla nascita della Federazione Italiana Nuoto bisogna tornare all'inizio del secolo precedente, ovvero all'epoca delle Rari Nantes: prime associazioni di nuotatori. Il 14 agosto 1899, a Como, per volere di Achille Santoni (che ne sarà il primo presidente) nasce la Federazione Italiana Rari Nantes (FIRN), dalle cui spoglie molto più tardi (bisognerà aspettare il 1930), sotto la spinta del Partito Fascista, nascerà la Federazione Italiana Nuoto (FIN).

Il 23 maggio 1900 viene emanato il primo Statuto Federale.

Agli inizi degli anni venti, la FIRN, subisce una nuova variazione. Per distinguersi dalle varie Rari Nantes che crescevano nel numero con grande rapidità, la Federazione modifica la propria ragione sociale per diventare un "Ente Morale".

Nel 1930, con la nomina a Presidente di Leandro Arpinati, dopo una sola settimana dall'insediamento, viene cambiata la dicitura della Federazione: non più Federazione Italiana Rari Nantes, bensì la più moderna e ancora attuale Federazione Italiana Nuoto.

Primi risultati di rilievo per l'attività agonistica della FIN sono quelli ottenuti da Carlo Dibiasi alle Olimpiadi di Berlino '36 nei tuffi. Lo stesso anno invece, dal punto di vista istituzionale, la Società Italiana di Salvamento converge nella FIN andando a creare la sua sezione di Salvamento.

I risultati davvero rilevanti dal punto di vista agonistico, arrivano dal 1948 in poi. Durante le Olimpiadi di Londra '48 gli italiani della pallanuoto conquistano il primo oro olimpico con il "Settebello", mentre agli Europei di Vienna del 1950 si evidenzia il giovane Carlo Perdersoli (che ben presto si farà conoscere dal grande pubblico con il nome di Bud Spencer per le sue doti di attore) che risulterà essere il primo italiano a scendere sotto la soglia del minuto nei 100 stile libero.

L'improvviso boom del nuoto spinse il vice-segretario del Coni Mario Saini a introdurre una importante innovazione: i Centri di Addestramento al Nuoto i cui benefici si noteranno per decenni.

Intanto ci si avvicina ai Giochi Olimpici di Roma del 1960 così, in vista di tale evento, si apportano notevoli migliorie.
In primo luogo la FIN, che fino a quel momento aveva sede a Milano, viene trasferita a Roma; in secondo luogo si completano opere strutturali di grande importanza quali lo Stadio del Nuoto inaugurato nel 1959 attraverso un torneo internazionale di nuoto, pallanuoto e tuffi.

Il 1966 si apre con la più grande tragedia del nuoto italiano: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Dino Rora, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Daniela Samuele, l'allenatore Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio, muoiono in un incidente aereo il 28 gennaio, a Brema, dove erano attesi per un meeting internazionale.

Fino agli anni Ottanta, il palcoscenico sarà dominato dalle stelle dei tuffi con il leggendario Klaus Dibiasi - vincitore di cinque medaglie olimpiche di cui tre d'oro dalla piattaforma nel 1968, '72 e '76 - e Giorgio Cagnotto. Nel nuoto, invece, spiccano le imprese della giovanissima Novella Calligaris - tre medaglie olimpiche, primatista e campionessa del mondo degli 800 stile libero nel 1973 - e della staffetta 4x100 stile libero composta dal poker d'assi Pangaro-Barelli-Zei-Guarducci che nel 1975 conquistarono la prima medaglia del nuoto italiano maschile nella storia dei Mondiali: bronzo.

Gli anni d'oro della Federazione Italiana Nuoto sono quelli che vanno dal 1980 al 2004. A metà anni ottanta si fanno largo atleti del calibro di Stefano Battistelli, bronzo olimpico nei 400 misti nel 1988 e nei 200 dorso nel 1992, Giorgio Lamberti, campione del mondo e recordman nei 200 stile libero nel 1991, e Luca Sacchi, bronzo nei 400 misti alle Olimpiadi del 1992. Periodo caratterizzato anche da un gruppo di ragazze: Dalla Valle, Tocchini, Felotti, Carosi e Persi.

Nel frattempo cresce il mito del Settebello di Ratko Rudic, autore del Grande Slam tra cui spicca l'oro conquistato alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 battendo in finale la Spagna con un gol di Gandolfi nel settimo tempo supplementare.

Il tempo scorre e non solo cronologicamente. Inevitabile il ricambio generazionale soprattutto nel nuoto che è affidato alle cure del CT Alberto Castagnetti. Ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, dove l'unico italiano a mettersi in evidenza era stato Emanuele Merisi strappando un bronzo nei 200 dorso, emergono i talenti dei giovani Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla che, pur non riuscendo a raggiungere il podio, migliorano le prestazioni personali alimentando così grosse aspettative per il futuro.

Le Olimpiade di Sydney sono lontane quattro anni e ci si arriverà con la Federnuoto commissariata e l'ex Vice Presidente Paolo Barelli in pole position per la futura Presidenza. In vasca le aspettative del nuoto italiano si concretizzano.

Domenico Fioravanti conquista il primo oro individuale del nuoto italiano nei 100 rana, e poi vincendo i 200 con Davide Rummolo di bronzo diventa l'unico atleta della storia imporsi nei 100 e 200 rana nella stessa edizione olimpica (ci riuscirà poi il giapponese Kosuke Kitajima ad Atene 2004); Rosolino vince i 200 misti e chiude con l'argento i 400 stile libero e con il bronzo i 200 stile libero. E' l'apoteosi.

L'effetto Sydney continua a lungo. Fioravanti e Rosolino sono popolarissimi, al centro delle attenzioni dei media e degli appassionati come dimostra un sondaggio del quotidiano sportivo "La Gazzetta dello Sport": Rosolino spicca al secondo posto nella classifica degli atleti più amati d'Italia alle spalle solo del "fenomeno" Valentino Rossi. Dopo di lui Varenne e altri due nuotatori, Alessio Boggiatto e Viola Valli, prima tra le donne.

Intanto il 15 ottobre 2000, a Rimini, viene eletto Presidente della FIN con maggioranza schiacciante Paolo Barelli. Il nuovo Presidente è il primo che presenti un passato agonistico di alto livello. La sua presidenza è ricca di trionfi agonistici e sociali con il ruolo del Salvamento prevalente nell'opera di diffusione della cultura dell'acqua.

Dalla fine del 2003 il passo verso le Olimpiadi di Atene 2004 è molto breve. L'Italia delle piscine fa comunque la propria parte in tutte le discipline. Nella pallanuoto il Setterosa di Pierluigi Formiconi conquista l'oro che segue quattro successi europei e due mondiali ottenuti negli ultimi dieci anni; mentre nel nuoto Federica Pellegrini conquista l'argento nei 200 stile libero e la staffetta 4x200 si tinge di bronzo con Simone Cercato, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla e Massimiliano Rosolino. Ancora emozioni, per la prima volta di medaglie storiche, mai festeggiate prima.

Sul fronte federale, a Roma il 23 ottobre 2004, Paolo Barelli è confermato presidente con una maggioranza che supera il 90% di consensi per vivere insieme altri quattro anni di successi.
Quadriennio olimpico conclusosi a Pechino 2008, il secondo della gestione Barelli, con grandi successi agonistici e di rilevanti soddisfazioni nella promozione della cultura dell'acqua.
L'oro, il primo olimpico femminile del nuoto italiano, di Federica Pellegrini nei 200 stile libero con il record mondiale e l'argento di Alessia Filippi negli 800 sono stati gli acuti dell'Olimpiade cinese ma altrettanto importanti sono le 18 medaglie mondiali tra Montreal 2005 e Melbourne e Napoli 2007 con il doppio titolo iridato di Filippo Magnini grande protagonista e le 42 medaglie europee conquistate a Budapest/Belgrado 2006 ed a Eindhoven 2008 con l'oro negli 800 s.l. della Filippi, il primo continentale del nuoto in rosa, e il doppio trionfo della staffetta maschile 4x200 ad illuminare la scena assieme ai primi posti di Terrin nei 50 rana, di Magnini nei 100 s.l. e della 4x100 s.l. nel 2006, della Pellegrini nei 400 s.l. e della Cagnotto nella piattaforma.

Le stelle azzurre rappresentano, peraltro, la punta di un movimento che è cresciuto nel quadriennio sino a sfiorare i sei milioni di praticanti del 2008 che testimoniano a sufficienza la diffusione dello sport dell'acqua che sta diventando parte importante della cultura sportiva del Paese.

L'Assemblea Ordinaria della Federazione Italiana Nuoto, riunitasi a Roma il 18 ottobre 2008, ha poi rinnovato la piena fiducia al Presidente Paolo Barelli, al suo terzo mandato dopo quelli del quadriennio 2000-2004 e 2004-2008, con il 95,45% dei consensi.

I mondiali di Roma 2009 continuano il trend di sviluppo, cominciato dieci anni prima a Sydney, con 10 medaglie in una manifestazione record per partecipanti e per primati mondiali a testimonianza della grande qualità dei valori in acqua.
I due ori della Pellegrini e l'oro e il bronzo della Filippi testimoniano lo standard internazionale massimo raggiunto dal nuoto femminile. In evidenza anche il fondo con l'oro di Cleri e i bronzi della Grimaldi e della Vitale. Argento (assieme alla Dallapè) e bronzo per la Cagnotto nei tuffi. "Storica" prima medaglia nel sincro con il bronzo della Adelizzi.

Dopo i Mondiali di Roma 2009 torna a brillare la pallanuoto italiana. Il Setterosa diventa campione europeo nel 2012, ma soprattutto il Settebello di Alessandro Campagna conquista l'argento europeo nel 2010, l'oro mondiale nel 2011 e l'argento alle Olimpiadi di Londra nel 2012.
Nel contempo la Nazionale di nuoto in acque libere guidata da Massimo Giuliani si erge a leader del movimento internazionale, portando Martina Grimaldi alla conquista della medaglia di bronzo nella 10 chilometri alle Olimpiadi di Londra: primo podio italiano nella specialità.
Prosegue anche l'ascesa del nuoto, con Federica Pellegrini che bissa la doppietta 200-400 stile libero ai Mondiali di Shanghai 2011, senza però riuscire a ripetersi alle Olimpiadi dove si piazza in entrambe le gare al quinto posto. L'amarezza più grande, però, è di Tania Cagnotto, che per pochi centesimi di punto non riesce a conquistare la medaglia né dalla gara individuale di trampolino né da quella sincrocon Francesca Dallapé. Le nostre vice campionesse del mondo si fermano ai piedi del podio.
I risultati del 2009/2012 portano alla conferma di Paolo Barelli alla Presidenza della Federnuoto per il quadriennio che condurrà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, assieme alle prestigiose cariche di Segretario Onorario della Federation Internationale de Natation e di Presidente della Ligue Européenne de Natation. Altri significativi risultati per l'intero movimento acquatico nazionale.